| I AM BRAZILIALITY |
| Scritto da Monica Trombini |
| Mercoledì 10 Agosto 2011 16:46 |
![]() Londra-Fotografia,
installazioni, scultura, graffiti e poi musica e danza. Chi dovesse
trovarsi a Londra sino alla fine di agosto potrebbe approfittare
dell’occasione per uscire dai soliti percorsi artistici e, tra una
tappa al British e una alla National Gallery, immergersi nelle vivaci atmosfere brasiliane di I am Braziliality.
Il festival di arte brasiliana organizzato dall’associazione no profit
Braziliality, che celebra questa estate il suo terzo compleanno, si
propone di offrire uno sguardo a 360 gradi sull’attuale scena artistica carioca riunendo oltre 40 artisti di origine o ispirazione brasiliana.
“Braziliality e’ uno stato mentale, un modo di sentire, che uno sia o meno brasiliano” spiega il curatore Pier Vegner Tosta.
La mostra e’ una
piattaforma sia per artisti brasiliani, molti dei quali residenti
all’estero, sia per artisti non necessariamente brasiliani ma ispirati
al Brasile.
Un
paese che sta vivendo un momento d’oro, con un’ economia che sta
crescendo a ritmi cinesi e una ritrovata liberta’ di espressione dopo
una dittatura durata sino alla meta’ degli anni ‘80. Un paese che si
trovera’ al centro dell’attenzione internazionale tra pochi anni, con i mondiali di calcio in programma nel 2014 e i giochi olimpici nel 2016. Una consapevolezza di stare vivendo un intensa fase di trasformazione che si riflette nelle proposte dei suoi artisti.
Le opere, pur utilizzando linguaggi e materiali diversi, sono unite da un tema comune: l’urban
culture, ovvero quelle forme artistiche e culturali che si sviluppano
in contesti urbani e generalmente legate alle realta’ giovanili, come i
graffiti.
Quest’ultima, un’espressione artistica che ha trovato terreno
fertile nelle favelas brasiliane e che ha rappresentato per molti un
mezzo di evasione dalla poverta’ e dalla violenza della vita quotidiana
con i loro spruzzi di colore all’interno di grigi conglomerati
metropolitani come San Paolo. Cosi’ l’ artista emergente della
street art londinese Milo Tchais ha creato per l’occasione un enorme
graffito nel cortile dell’edificio ospitante la mostra, proprio a pochi
passi dal villaggio olimpico di Londra 2012. Oltre al graffito disegnato durante il weekend di apertura della mostra, Milo Tchais presenta insieme a Raphael Franco e Bianca Turner il progetto “Introducing New species”.
Una
video installazione che esplora il rapporto tra l’uomo e l’ambiente
urbano e la potenzialita’ artistica contenuta nelle citta’, soprattutto
nei quartieri “in transizione o in sospensione”.
Il collettivo sperimenta una nuova forma di pittura, chiamata graffweedy,
che mescola graffiti e materiali organici come piante ed erba. E da
un paese cosi’ grande e ricco di risorse naturali, non mancano opere che
richiamano il forte rapporto del Brasile con la natura. Come quelle di Karin Janssen,
giovane artista di origine olandese e formazione brasiliana, che
disegna enormi ritratti del suo corpo, attraenti e allo stesso tempo
intensi e ambigui. Grande attenzione anche al tema sociale, che ricorre
nella maggior parte delle opere esposte.
“Non
posso spiegare razionalmente da dove venga l’ispirazione per le mie
opere, ma costantemente mi pongo domande sul mondo che mi circonda. Da
queste domande poi nascono le mie opere” spiega Claudio Luiz Lima,
giovane artista brasiliano residente a Copenhagen. Nelle opere di
Lima si ritrova anche un altro elemento tipicamente brasiliano: la religione. Ecco allora esposto un Cristo in ferro e bulloni
e la rappresentazione di una Maria Maddalena lapidata a simbolizzare
una condizione femminile ancora difficile ed irrealizzata. Opere fatte
di materiali poveri, di recupero, come pezzi di legno e metallo.“Credo
che ogni oggetto, anche i materiali di scarto o i rifiuti, tutto quello
che trovo per strada, contenga potenzialmente un senso artistico. A
tutti questi oggetti cerco di dare una seconda vita, effimera od eterna
che sia, essi entrano integralmente nella mia composizione artistica”
spiega Lima. Ancora, il fotografo e regista Azul Serra,
ispirato dai suoi recenti reportage in Libia ed in Egitto, presenta per I
am Braziliality “Hidden Layers”. Una serie di fotografie di
spazi urbani in cui i colori e forme sono estremizzati a tal punto da
perdere collocazioni geografiche per diventare reppresentazioni di nuove
realta’. All’interno di questi spazi, l’uomo diventa una creatura senza
volto, che si muove tra giochi di luci e ombre. Una mostra che e’ un
interessante viaggio alla scoperta dell’arte brasiliana contemporanea e
della sua influenza sul vecchio continente. Ma anche una testimonianza
del percorso di emancipazione di un paese e dei suoi artisti alla
ricerca di una nuova identita’ che non sia piu’ solo legata agli
stereotipi.
INFO:
I
am Braziliality – Forman’s Smokehouse Gallery (Dal 29 luglio) Sino al
30 Agosto 2011, entrata libera Stour road fish island Hackney Wick
London E3 2NT
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http://www.braziliality.org/ |